Opera buffa alla Scala
Mercoledì, mentre i pm di rito ambrosiano preparavano le carte per assestare, all’alba del giorno dopo, una mazzata forse mortale all’Expo 2015, il sindco di Milano Giuliano Pisapia, commissario per l’Expo, nonché presidente del cda della Scala, l’istituzione culturale cittadina più nota nel mondo, se ne scendeva a Roma a incontrare il ministro della Cultura, Dario Franceschini, per cercare di sbrogliare la matassa di uno “scandalo internazionale” e che più probabilmente è solo un’opera buffa, ma che rischia di mutarsi in tragedia: per Milano.

Mercoledì, mentre i pm di rito ambrosiano preparavano le carte per assestare, all’alba del giorno dopo, una mazzata forse mortale all’Expo 2015, il sindco di Milano Giuliano Pisapia, commissario per l’Expo, nonché presidente del cda della Scala, l’istituzione culturale cittadina più nota nel mondo, se ne scendeva a Roma a incontrare il ministro della Cultura, Dario Franceschini, per cercare di sbrogliare la matassa di uno “scandalo internazionale” e che più probabilmente è solo un’opera buffa, ma che rischia di mutarsi in tragedia: per Milano. E’ il caso del presunto conflitto d’interesse con se stesso del nuovo sovrintendente scaligero non ancora in carica, Alexander Pereira, che ha firmato lettere d’intento per l’acquisto di opere dal Festival di Salisburgo, di cui era ancora direttore uscente. Che i grandi teatri siano anche grandi istituzioni che concorrono al prestigio delle grandi città; che tra un anno la Scala debba presentare un programma di gran livello soprattutto nei mesi dell’Expo (sarà [**Video_box_2**]il clou dell’offerta “integrata”) e il programma è indietro; che gli spettacoli di Salisburgo siano ottimi e (forse) un toccasana organizzativo, tutto questo forse importa a Pisapia, che infatti è in grandi ambasce. Forse a Franceschini, per il fatto che stupido non è. Ma pare non freghi a nessun altro. Né al ministero che vuol vederci chiaro, né al cda della Scala, sospettoso di essere scavalcato. Persino i sindacati hanno “sentore di qualcosa che non torna”, persino l’assessore regionale alla Cultura dice che “la Lombardia chiederà la sostituzione di Pereira”. Tutti preoccupati di pararsi il culo in base a parametri di trasparenza da controllo degli scontrini, sono pronti ad assestare un altro colpo mortale a Milano. A decidere, lunedì, sarà il cda. Pereira potrebbe finire cacciato, o commissariato. Poi scadrà pure il cda della Scala. Quello nuovo arriverà a gennaio 2015. Ci saranno già i turisti cinesi al botteghino, e niente ancora in cartellone. Ma che volete: è la trasparenza ambrosiana, bellezza.